La Valsessera, che si estende sul versante nord della strada Panoramica Zegna, è un territorio ricco di boschi e di pascoli, con un panorama straordinario che si estende fino al Monte Rosa. La parte più a monte, priva di centri abitati, è caratterizzata dalla presenza di alcuni alpeggi, come le graziose baite dell’Artignaga, frequentati nel periodo estivo dai pastori, che ancora oggi compiono le vie della transumanza attraverso le “bocchette”, ossia gli avvallamenti che consentono il passaggio con il bestiame.

I principali punti di accesso alla Valsessera sono il Bocchetto Sessera; la Bocchetta di Luvera, che prende il nome dalle fosse scavate per intrappolare i lupi; la Bocchetta di Margosio, e la Bocchetta di Stavello, punto di partenza di numerosi sentieri, tra cui l’itinerario di Fra’ Dolcino.

L’interesse naturalistico di questo territorio è stato confermato dal riconoscimento dell’Alta Valsessera come Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) da parte dell’Unione Europea.

Il territorio dell’Oasi Zegna e della Valsessera inoltre è geologicamente interessante per la presenza di una faglia che attraversa da ovest a est tutte le Alpi, la Linea Insubrica, che rappresenta la zona di contatto tra l’antico continente europeo e l’antico continente africano.

Le  due piattaforme, entrate in collisione circa 100 milioni di anni fa, hanno determinato la formazione della catena alpina. Sul territorio sono visibili diverse formazioni rocciose, tra cui la sienite della Balma, nella Valle del Cervo, da sempre utilizzata localmente come materiale da costruzione e impiegata anche all’estero per opere illustri, come il basamento della Statua della Libertà a New York.

Infine, nell’area che comprende l’Oasi Zegna, la Valsesia e Valsessera, fino a lambire il Lago Maggiore, è possibile vedere il fossile di un supervulcano unico al mondo.

Tra 60 e 30 milioni di anni fa gli stessi processi che hanno formato le Alpi, hanno sollevato e ruotato la parte di crosta terrestre in cui si trovava un vulcano esploso circa 300 milioni di anni fa, mettendo in evidenza i resti dell’antica eruzione fino a circa 30 km di profondità. 

Dal 2013 l'area del Supervulcano fa parte del Sesia-Val Grande Geopark riconosciuto dall'UNESCO.

Riferimenti e informazioni